Su Twitter ci sono gruppi di preghiera e meditazione mariana, insulti tra bande di supporter di idoli teen-pop, copertura di eventi con hashtag ai quali nessuno bada, conversazioni fra amici che si mettono d’accordo per la serata, spambot che pubblicano foto di terga femminili felicemente addobbate a festa selvaggia, persone ossessionate da vip che seguono vip, ne chiedono un saluto e ne ritwittano le foto della colazione, link utili, spettatori di Dragon Ball che analizzano i pro e i contro delle fusioni di Goku, professori e studenti che organizzano ricerche e cercano spunti accademici, gente che racconta viaggi in pullman solo perché LOL, Christian Rocca che lancia e fa lanciare la sua direzione di IL con fare ai limiti dello stalking, analisti del 6 Nazioni di rugby, ragazze discinte che cercano facili relazioni online, ragazzi che si fingono ragazze discinte che cercano facili relazioni online, quarantenni di Lorenteggio che rispondono ai ragazzi che si fingono ragazze discinte che cercano facili relazioni online, calciatori che guardano le partite degli altri, feed, ragazzi che organizzano e coordinano proteste, governi che controllano ragazzi che organizzano e coordinano proteste, dibattiti sull’articolo su Twitter della giornata, lancio di hashtag per il gusto del lancio di hashtag, e—sono sicuro—una qualche lista di ricercatori scientifici che riescono a collaborare a distanza e prendersi pure per il culo quando smettono i camici da laboratorio.
Ora: vorremmo ci si spiegasse—anche in 280 battute che non c’è problema—come si faccia a dire “Questo è Twitter”. Che siate Serra o Il Resto del Mondo che gli contesta l’Amaca di ieri. TheDenial diffida come fossero Aiazzone dalle definizioni di Twitter, i decaloghi di Twitter, la netiquette e le mode di Twitter, come-funziona-Twitter, il racconto che si fa di Twitter da persone che stanno su Twitter ma anche da quelli che su Twitter non ci sono. Non vi leggiamo. Skip e disagio. Perché quando lo fate non parlate di Twitter, ma della vostra timeline—e deal with it una volta e per sempre, per inciso.




















Uh, ecco, bravo.
Mi pare di tornare indietro a 20 anni fa ci si affannava a definire cosa fosse il web.
Il web – o twitter – è la vita bellezza!
P.S. hai le icone delle reti sociali tutte sghimbesce…
Pure adesso? Io le vedo allineate sia su Chrome che su FF.
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